Terremoto Sincic

In Croazia dopo le elezioni presidenziali solo uno dei quattro pretendenti può dichiararsi felice del risultato: Ivan Sincic. Il vero vincitore di questa tornata elettorale ha il suo nome e un numero: 16,46% dei consensi, andando oltre ogni pronostico elaborato prima delle elezioni.

Questo giovanissimo studente 25enne e attivista del movimento politico Živi Zid (Scudo Umano) è riuscito ad ottenere un importante risultato puntando molto su un messaggio “anti-casta”. Ha girato la Croazia attaccando un sistema corrotto composto da oligarchie politiche colluse con affaristi e mafiosi che per oltre 20 anni ha gestito e amministrato il paese. Un messaggio che sicuramente ha colpito l’elettorato disaffezionato verso l’attuale classe dirigente coinvolta troppo spesso in scandali legati a corruzione e abuso di potere come quello riguardante il sindaco di Zagabria, Milan Bandic, oppure quello riguardante il Presidente della Camera di commercio della Croazia, Nadan Vidoševic.

Quella che doveva essere una candidatura finalizzata a fare emergere il problema abitativo e i problemi legati alla politica monetaria, è diventata di colpo una candidatura bollente. Una candidatura che diventa in poco tempo espressione di tutta una parte di elettorato che non si sente più rappresentata dai due partiti dominanti, ovvero il Partito Socialdemocratico di Croazia (SDP) e l’Unione Democratica di Croazia (HDZ).

Sincic dopo questo risultato ha dichiarato che si candiderà alle prossime elezioni parlamentari:

Abbiamo fatto un ottimo lavoro. Questo è cielo e terra e ora ci presenteremo anche alle politiche.

Il percorso del partito politico Alleanza per il Cambiamento, di cui Sincic è attualmente l’esponente più in vista e uno dei 5 co-presidenti, rischia di essere una grande patata bollente per tutti i partiti tradizionali vista l’attuale disaffezione dell’elettorato che richiede un ricambio della classe dirigente.

Come da copione, la prossima data elettorale sarà l’11 gennaio 2015 quando si terrà il ballottaggio per l’elezione del Presidente della Repubblica in quanto nessuno dei quattro candidati ha superato la soglia del 50% più uno di voti. Il capo dello Stato uscente, Ivo Josipovic (SPD), conquista il 38,53% dei consensi contro il 37,12% di Kolinda Grabar Kitarovic, la principale avversaria esponente dell’HDZ. Per quanto i sondaggisti non si sbottonano, il risultato sembra, però, scontato. Una parte dei voti dell’elettorato di Sincic si potrebbe spostare sul candidato dell’SPD, Josipovic, decretando di nuovo la vittoria del Capo di Stato uscente. Alcuni analisti hanno sottolineato che parte dell’elettorato deluso dell’Spd e dei simpatizzanti di Orah (Sviluppo sostenibile), partito guidato da Mirela Holy (ex-Ministro dell’Ambiente) uscita in contrasto dall’attuale governo di Zoran Milanovic, ha puntato sulla candidatura di Sincic.

Tuttavia, dopo questa tornata elettorale si registra una Croazia notevolmente stanca. L’affluenza è stata molto bassa, al di sotto del 50% degli elettori aventi diritto. Un paese in recessione dal 2009 con un debito pubblico dell’80% del Pil e una disoccupazione al 20% che cerca un volto e una figura politica che possa fargli svoltare pagina.

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